Emilio Galante – Amer Volesse

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Descrizione

La fascinazione della lingua ladina si è impossessata della mia creatività sin dal poema corale “Larjines”, del 2002. Questi nuovi lavori nascono nel comun denominatore della lingua e sono ispirati dal suo carattere per un verso corrosivo, negli schiocchi percussivi e nervosi delle consonanti e per l’altro dolce, nelle larghe e distese vocali.
La relazione fra lingua e musica in queste opere viene affrontata seguendo articolazioni molto differenziate.
“La tousa sul ciar dal fegn”, commissionata nel 2004 dal festival di musica contemporanea di Bolzano, e “Le strie del Latemar” nascono da due favole come ci sono pervenute nel racconto di vecchi contastorie, le cui voci sopravvivono solo nell’archivio sonoro dell’Istituto di Cultura Ladina. Il loro espressivo racconto viene trascritto in linee melodiche che diventano il materiale sul quale le composizioni si formano, nelle voci del flauto, della chitarra elettrica e dell’originale elaborato elettronicamente e trasmesso con un complesso sistema attraverso il computer.
“Amer volesse” è un ciclo di lieder su testi d’amore del poeta-pittore Claus Soraperra. In essi la lingua non è tramite di un folcloristico racconto fiabesco ma, usata dal poeta per esprimere i suoi intensi canti d’amore, diventa esemplificazione di un ladino vivace ed attuale. Lingua e musica vi si incontrano secondo il consueto percorso creativo di un Lied che lascia alle parole il compito di ispirare le note.
“Nia m’è restà” è un pezzo puramente strumentale. A precederlo la poesia che lo ha ispirato, recitata dal poeta e trattata elettronicamente.
“Aagar” è una favola edita con i disegni di bimbi a corredarne il testo. Qui la musica qui fa un passo indietro: commenta, crea gli ambienti sonori delle scene e lascia scorrere la narrazione.

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