NAPHTA-Unlimited

16,00

Alla fine degli anni ’70 i Naphta incisero, come gli Skiantos, i Gaznevada ed altri, una cassetta per Harpo’s Music (più tardi Italian Records).

Nati nel 1978 per volere di Paolo Grandi (già bassista del Centro d’Urlo Metropolitano), a differenza dei loro contemporanei bolognesi “demenziali” o punk rock declinavano il loro genere (che allora si sarebbe definito genericamente “jazz rock”) con elementi derivati dall’ultimo progressive, ormai fuori tempo per l’epoca, con un risultato spiazzante.

Descrizione

Alla fine degli anni ’70 i Naphta incisero, come gli Skiantos, i Gaznevada ed altri, una cassetta per Harpo’s Music (più tardi Italian Records).

Nati nel 1978 per volere di Paolo Grandi (già bassista del Centro d’Urlo Metropolitano), a differenza dei loro contemporanei bolognesi “demenziali” o punk rock declinavano il loro genere (che allora si sarebbe definito genericamente “jazz rock”) con elementi derivati dall’ultimo progressive, ormai fuori tempo per l’epoca, con un risultato spiazzante.

“Ognuno ha ritmi diversi” racconta Michele Bettinelli “e nell’economia del gruppo ognuno fa i suoni che si sovrappongono a quelli degli altri. Nei Naphta non succede come nel rock classico dove la batteria tiene il tempo, il basso lo sostiene e ogni tanto c’è qualcuno che si distacca per fare l’assolo. Questo da noi non avviene: gli assolo non esistono perché tutto il pezzo è un assolo, perché ognuno fa la sua storia incastrandola in quella degli altri”.

Eppure questa filosofia degli intrecci ritmici a favore di una sequenza di improvvisazioni infinite non deve trarre in inganno: i Naphta, quasi tutti ex studenti di Conservatorio, non lasciano nulla al caso controllando l’andamento armonico e ritmico che segue il feelingafferma Grandi “un feeelingche non è mai lasciato a se stesso. Un feeling controllato soprattutto nei passaggi di tempo”.

Solo la vocalità di Marco “Cigaro” Cigarini sfugge a questa logica perfezionistica. In effetti le sue performances, praticamente sempre improvvisate e basate per lo più su fonemi, sono la parte più suggestiva dell’atmosfera creata dai Naphta. I testi sono per lo più senza senso, cellule vocali spesso improvvisate sia in inglese, che in francese e tedesco (sebbene non ci sia una conoscenza diretta di queste lingue) che vivono di accenti, che producono suoni.

 

In ogni caso una proposta troppo celebrale e musicalmente ostica per essere apprezzata in un momento in cui alla musica si chiedeva immediatezza e semplicità. Fischiatissimi al Bologna Rock i Naphta scomparvero subito dopo lasciando in eredità una eccellente cassetta omonima.

Ma l’alta levatura tecnica e compositiva di Michele Bettinelli e Paolo Grandi unite alla voce acuta e unica di Marco “Cigaro” Cigarini svilupparono una felicissima sintesi creativa, capace di intrigare ancora oggi.

 

Rispetto alla cassetta originale l’LP contiene 2 brani inediti, “La femme Fatale” e “Tac”, rimasti imbrigliati dal 1978 nell’ossido dei vecchi nastri di registrazione…

 

“Due soli gruppi di quella ventata mi piacevano: i Naphta e i Confusional Quartet….niente a che vedere col punk, moltissimo con idee comunque nuove, brillanti, sconvolte, lucidisssime, geniali, pure al servizio di una grande tecnica strumentale…(Lucio Mazzi)

 

Marco Cigarini vc., Luigi Piamonte (Renato Raineri) bt., Paolo Grandi bs., Michele Bettinelli cl., Stefano Di Paolo (Riccardo Eterno) ts. Guido Premuda ch